Home Sport Calcio senza regole: come il calcio di strada crea geni che le accademie uccidono

Calcio senza regole: come il calcio di strada crea geni che le accademie uccidono

by cms@editor

Cosa fanno le accademie professionistiche? Selezionano i bambini in base alle capacità fisiche, non all’intelligenza calcistica. Già a 10 anni, l’allenatore decide chi giocherà in quale posizione. Il bambino è costretto a imparare i movimenti standard: aperture, passaggi di barriera, cross. Il dribbling è scoraggiato perché considerato “rischioso”. Di conseguenza, a 16 anni, ci troviamo di fronte a giocatori che eseguono gli esercizi alla perfezione ma si perdono nelle situazioni più difficili. Eccezioni come Lorenzo Insigne (piccolo ma talentuoso) o Federico Chiesa (un dribblatore audace) si distinguono proprio perché da bambini giocavano più per strada che in accademia.

Esiste una soluzione? Sì, ed è semplice: restituire ai bambini il diritto al calcio non organizzato. Nei Paesi Bassi, ad esempio, esiste un sistema di “strade del gioco”, dove il traffico viene chiuso per diverse ore. Anche in Italia stanno nascendo iniziative simili, come ad esempio i progetti “Piazza del Calcio” a Milano e Roma, dove si costruiscono piccoli campi da gioco con superfici morbide e si invitano i bambini a giocare liberamente, senza allenatori. E funziona! Le ricerche dimostrano che i ragazzi che partecipano a questi programmi aperti hanno maggiori probabilità di diventare professionisti rispetto a quelli che sono stati inseriti nel sistema fin dall’età di cinque anni.

Cosa possono fare i genitori? Non vietate ai bambini di calciare un pallone in giardino. Non pretendete da loro una tecnica perfetta. Permettete loro di sbagliare, di fare finte buffe e di tirare con il piede debole. E uscite a giocare con loro, magari in una partita padre-figlio o con i vicini. Il calcio di strada non è una regressione, è un fondamento. Finché non restituiremo ai bambini la libertà di improvvisare, avremo squadre che sanno controllare il pallone ma non sanno sorprendere. E il calcio senza sorprese è solo lavoro. Facciamo spazio alla magia.

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