L’Italia è un paese di calcio. Questo è un dato di fatto. Ma se ignori il basket, ti perderai uno degli spettacoli sportivi più emozionanti e avvincenti. La Serie A non è una copia dell’NBA; è un campionato a sé stante, con difese aggressive, dilemmi tattici e un’incredibile passione sugli spalti. Prendiamo ad esempio il derby tra Olimpia Milano e Virtus Bologna: l’atmosfera è simile a quella di uno stadio di calcio, e a volte la supera in intensità. Perché, dunque, il basket rimane in secondo piano in Italia, nonostante il paese produca regolarmente stelle come Danilo Gallinari, Marco Belinelli e l’attuale fenomeno Simone Fontecchio in NBA? Scopriamolo.
Cominciamo dalla storia. Il basket italiano ha vissuto il suo periodo d’oro negli anni ’80 e nei primi anni ’90, quando club come Varese, Cantu e Olimpia dominavano l’Europa. Ai tempi, leggende dell’NBA come Bob McAdoo e Dominique Wilkins venivano in Italia a fine carriera. Ma soprattutto, la scuola di basket italiana è sempre stata rinomata per la sua tattica. A differenza dell’NBA, dove spesso prevale l’atletismo, in Italia si insegna a leggere il gioco, a piazzare blocchi e a muoversi senza palla. Questo rende il basket più intellettuale, sebbene meno spettacolare per lo spettatore non esperto. Tuttavia, chiunque abbia assistito a una buona partita dei playoff italiani, dove ogni azione si sviluppa attraverso tre o quattro passaggi, non riuscirà più a staccarsene.
Oggi, la Serie A è un campionato competitivo in cui il budget non è tutto. Virtus Bologna, con la sua storia e i suoi tifosi appassionati, Reyer Venezia, che ha avuto una svolta negli ultimi anni, e Dinamo Sassari, con il suo stadio casalingo infuocato: tutte queste squadre possono battere le favorite in qualsiasi momento. Il livello dei giocatori stranieri è alto: americani che non sono arrivati in NBA ma hanno una vasta esperienza, così come i migliori giocatori europei, vengono qui. Inoltre, il sistema dei giocatori “nazionali” impedisce ai club di riempire le proprie rose esclusivamente con stranieri: la presenza di italiani è obbligatoria, il che contribuisce allo sviluppo della nazionale.
